Una produzione del festival
L’evento si terrà dalle 17,30 alle 21.
Ideazione e direzione Sasa Guadalupe | con Elena Anolli, Valeria Boano, Jeff Morel
In quanti modi possiamo condividere una storia? Con un burattino, un disegno, un cappello di carta, una voce che si abbassa fino a sembrare un segreto, una leggenda che arriva dall’altra parte del mondo. Alla Fiera dei Racconti è un’installazione narrativa immersiva — una produzione originale del festival — che trasforma lo spazio in un paesaggio da esplorare: angoli con carattere proprio, materiali da toccare, costumi, libri, burattini, oggetti che invitano e storie che aspettano di essere incontrate.
Non c’è un inizio e non c’è una fine. Il pubblico — bambini, famiglie, adulti curiosi — arriva quando vuole e costruisce il proprio percorso in libertà. Chi vuole può giocare in autonomia, da solo, in gruppetti o in famiglia, muovendosi tra le installazioni e gli spazi allestiti. Chi preferisce seguire una proposta può agganciarsi alle attività guidate: letture, laboratori, momenti di narrazione. Il gioco ricomincia più volte nel corso della giornata, così chi arriva tardi non si perde nulla — o meglio, trova ogni volta qualcosa di diverso.
Lo spazio accoglie due laboratori. Con Le mani sulla carta di Jeff Morel (Francia) si costruiscono cappelli e creature nate dal foglio, in un’esperienza manuale e creativa aperta a tutti. Con i PiniPoetici di Valeria Boano ci si immerge invece in un percorso sensoriale e poetico. Accanto ai laboratori, alcuni momenti di narrazione più raccolti e codificati scandiscono il tempo della Fiera: Sasa Guadalupe porta in scena racconti della tradizione orale dell’America Latina e del mondo — tra cui La Mitakuña, leggenda della tradizione paraguaiana in lingua guaraní — e racconti d’autore contemporanei, in piccoli cerchi di ascolto che si formano e si sciolgono naturalmente nello spazio.
La Fiera funziona come una piazza che si anima: conduttori e animatori accolgono il pubblico, orientano chi ne ha bisogno e lasciano spazio a chi vuole vagabondare. Non c’è un percorso obbligato, non c’è una cattedra. Ogni angolo è pensato per stimolare l’immaginazione in modo diverso — c’è chi disegna, chi ascolta, chi costruisce, chi semplicemente guarda — e l’esperienza di ciascuno è diversa da quella di tutti gli altri.
Il progetto ha ricevuto nel 2022 il riconoscimento e il finanziamento del Programa Cuentan della Fondazione Williams (Argentina), a conferma del suo valore sul piano internazionale. Una prima versione è già stata proposta nell’edizione invernale di Burattinarte: quello che arriva all’edizione estiva è un progetto cresciuto, arricchito dalla collaborazione tra voci e culture diverse — e da tutto ciò che il pubblico ha già dimostrato di saper fare: giocare, ascoltare, meravigliarsi.










