Tutto inizia con un pezzo di legno. Nelle mani di Geppetto, quel legno diventa un burattino capace di muoversi, pensare, agire — e di trascinarci in uno dei racconti più amati e necessari dell’Ottocento italiano.
La storia di Pinocchio è un susseguirsi di incontri e scontri, di tentazioni e cadute, di redenzioni mancate e ritrovate: il Grillo Parlante, la Fata Turchina, Mangiafuoco, Lucignolo, il Gatto e la Volpe, l’Omino di Burro. Personaggi che il Teatro dell’Erba Matta porta in scena attraverso un ricco intreccio di linguaggi: alcuni interpretati con maschere realizzate dal maestro Cesare Guidotti, altri come pupazzi costruiti in legno e lattice, altri ancora racchiusi nella cornice magica e surreale del teatro delle ombre, presente per tutta la durata dello spettacolo come una soglia tra il dentro e il fuori, tra il chiaro e lo scuro, tra la notte e il giorno.
Le musiche originali del giovane compositore Marco Massola accompagnano questi passaggi con una partitura capace di unire stili diversi, fruibile da adulti e bambini, in cui il suono diventa esso stesso confine tra mondi. Costumi e scenografie si ispirano al grande illustratore Attilio Mussino, cercando di restituire la poesia e l’armonia dei suoi disegni: i colori caldi del sole e dell’amore che si alternano ai colori freddi del mare e della notte, in un ritmo continuo che ricorda una partitura musicale fatta di note, pause e alterazioni.










