ideazione e direzione Sasa Guadalupe | con Elena Anolli, Valeria Boano, Jeff Morel una produzione del festival
In quanti modi possiamo condividere una storia? Con un burattino, un disegno, un cappello di carta, una voce che si abbassa fino a sembrare un segreto, una leggenda che arriva dall’altra parte del mondo. Alla Fiera dei Racconti è un’installazione narrativa immersiva — una produzione originale del festival — che trasforma lo spazio in un paesaggio da esplorare: angoli con carattere proprio, materiali da toccare, costumi, libri, burattini, oggetti che invitano e storie che aspettano di essere incontrate.
Non c’è un inizio e non c’è una fine. Il pubblico — bambini, famiglie, adulti curiosi — arriva quando vuole e costruisce il proprio percorso in libertà. Chi vuole può giocare in autonomia, da solo, in gruppetti o in famiglia, muovendosi tra le installazioni e gli spazi allestiti. Chi preferisce seguire una proposta può agganciarsi alle attività guidate: letture, laboratori, momenti di narrazione. Il gioco ricomincia più volte nel corso della giornata, così chi arriva tardi non si perde nulla — o meglio, trova ogni volta qualcosa di diverso.
Lo spazio accoglie due laboratori. Con Le mani sulla carta di Jeff Morel (Francia) si costruiscono cappelli e creature nate dal foglio, in un’esperienza manuale e creativa aperta a tutti. Con i PiniPoetici di Valeria Boano ci si immerge invece in un percorso sensoriale e poetico. Accanto ai laboratori, alcuni momenti di narrazione più raccolti e codificati scandiscono il tempo della Fiera: Sasa Guadalupe porta in scena racconti della tradizione orale dell’America Latina e del mondo — tra cui La Mitakuña, leggenda della tradizione paraguaiana in lingua guaraní — e racconti d’autore contemporanei, in piccoli cerchi di ascolto che si formano e si sciolgono naturalmente nello spazio.
La Fiera funziona come una piazza che si anima: conduttori e animatori accolgono il pubblico, orientano chi ne ha bisogno e lasciano spazio a chi vuole vagabondare. Non c’è un percorso obbligato, non c’è una cattedra. Ogni angolo è pensato per stimolare l’immaginazione in modo diverso — c’è chi disegna, chi ascolta, chi costruisce, chi semplicemente guarda — e l’esperienza di ciascuno è diversa da quella di tutti gli altri.
Nata in Argentina e oggi residente in Piccardia, Sasa Guadalupe è burattinaia, narratrice e ricercatrice teatrale di fama internazionale: il suo lavoro fonde teatro di figura, antropologia culturale e tradizione orale, e si distingue da decenni nei festival di tutta Europa e America Latina. Ha fondato TANTA Oralidad, incontro internazionale sulla narrazione orale, e creato piattaforme di dialogo tra memoria e contemporaneità come CANOA e SIMBOLA.
Il progetto ha ricevuto nel 2022 il riconoscimento e il finanziamento del Programa Cuentan della Fondazione Williams (Argentina), a conferma del suo valore sul piano internazionale. Una prima versione è già stata proposta nell’edizione invernale di Burattinarte: quello che arriva all’edizione estiva è un progetto cresciuto, arricchito dalla collaborazione tra voci e culture diverse — e da tutto ciò che il pubblico ha già dimostrato di saper fare: giocare, ascoltare, meravigliarsi.










